Traona (toponimo citato per la prima volta nell’829 (atto di vendita di beni “in Travona”) e, successivamente, in un atto di vendita di selve, campi e vigne del 1020, nel quale si menziona l’espressione “in loco et fundo Travauola”), è sicuramente uno dei comuni “nobili” di Valtellina, per il suo rilievo storico nel Terziere Inferiore della valle, cioè nella bassa Valtellina, e per il suo ruolo di baricentro, per quasi un millennio, della Costiera dei Cech. ’origine della sua importanza sta sicuramente la posizione geografica: Traona si trovava sulla via Valeriana, la via di transito storica della Valtellina, presso il ponte di Ganda, nodo fondamentale nel transito e nei commerci in bassa valle. Al ponte, infatti, si poteva giungere, dal lago di Como, almeno fino al XII secolo, anche per la via dell’Adda, allora navigabile.

 

 Il rilievo di Traona fu, nel Medio Evo, legato anche alla presenza della potente famiglia dei Vicedomini, cui l’imperatore Ottone II, in cambio dei loro servigi e della loro fedeltà, concedette in feudo terre di Valtellina nel 983. Costoro scelsero, per la sua posizione nodale, appunto Traona, dove possedevano, dal secolo XI, il castello di Domofole, a monte del paese, ed esercitavano il diritto di centena sui tronchi convogliati nel fiume Adda verso il lago di Como e sui capi di bestiame da e per la Val Masino. Si fecero anche promotori di quell’aggregazione che prese il nome di “Communitas montanae Domopholi”, una sorta di grande comune che raccoglieva i borghi dell’intera Costiera dei Cech, che però non fu destinata ad avere fortuna storica: tramontata, infatti, la potenza dei Vicedomini, agli inizi del secolo XIV, la Communitas si disgregò.

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